Ecomuseo

Il territorio dell’azienda è caratterizzato da una geomorfologia collinare dei terrazzi fluviali pleistocenici di confine all’area golenale della media valle del Tevere.
Insieme alle costruzioni rurali e agli impianti agricoli del secolo passato, ne determina il Paesaggio Agrario di Rilevante Valore.
Nella tenuta sono presenti sei strutture di architettura rurale, casali, una masseria con corte e una chiesa, collegati da un sistema viario interno ancora integro, testimonianza della cultura agraria italiana del secolo passato, legata al latifondo.

La valle del Tevere dal belevedere della torre di Montorso

I beni archeologici
Nell’area, indicata già dalla Regione Lazio come parco archeologico, sono presenti emergenze archeologiche di varie epoche.
La struttura più evidente è costituita dalle rovine dell’insediamento detta “Castellacce di Montorso“, presenta resti dall’età preromana sino ai ruderi del piccolo castello che controllava il guado sul Tevere.
Per tutta l’area si trovano reperti di ville romane, di insediamenti e necropoli arcaiche, che di strumenti paleolitici.

La flora e la fauna
Il territorio della tenuta è da considerare prezioso per la tutela e la conservazione delle biodiversità.
Per la sua posizione di contiguità alla riserva naturale tevere-farfaRete Natura 2000 (ZPS-SIC) ” e all’entroterra preappenninico costituisce un corridoio ecologico e un’area ripariale.

La fauna
Animali da cortile – galline, oche, gatti, pecore
La selvaggina – L’istrice, il tasso, la volpe, la lepre, lo scoiattolo, il cinghiale, il riccio, la poiana, il gheppio, la gazza, gatto rinselevatichito, topolino di campagna, nutria, la donnola, la puzzola, la faina.
Il fagiano,la tortora,le starne,l’ airone cenerino, airone bianco, il gufo reale, la civetta, il barbagianni
Insetti – L’amantide religiosa, i bruchi, le farfalle, i grilli, le cicale, le api, le vespe di terra, i calabroni, ragni, le formiche, moscerini a nuvola.

La flora
Piante – Quercia, vite, ulivo, mandorlo, gelso, pino, rubinia, olmo, pioppo, canne selvatiche, rovi di more, pere, mele, nocciole, noci, fichi.
Le Erbe – Cicorie, mentuccia, gramigne, camomilla, finocchio selvatico.
L’Orto – Pomodoro, melanzane, peperoni, zucchini, insalate.

Le colture agricole

La geologia
Diversi milioni di anni fa il territorio sabino era interamente ricoperto dalle acque del mare, le quali, a causa dei mutamenti climatici, iniziarono un lungo periodo di sedimentazione, protrattosi fino a circa un milione di anni fa, al termine del quale emersero formazioni di rocce carbonatiche, calcaree e travertini.
In alcuni luoghi si possono osservare affioramenti di queste antiche rocce, sulle quali sono ancora evidenti i segni dell’erosione marina e le tracce di antichi molluschi marini (Litodomi) oggi fossilizzati.
Nel Pleistocene (due milioni di anni fa circa) la valle del Farfa si presentava ancora come un ambiente salmastro, caratterizzato da acque basse e sabbie giallastre, ove emergevano isole e penisole formate dalle rocce emerse ed abitate da Elefanti, Mastodonti, Scimmie, Orsi, Rinoceronti, Cinghiali, Felini roditori ed Insettivori.

I paesaggi
Dal Belvedere di Montorso, è possibile ammirare a 360° i paesaggi e i quadri naturali della Sabina Tiberina. Spaziare ad occhio nudo dall’Umbria, alla Tuscia, dall’Agro romano sino ai picchi appenninici dell’Abruzzo.

Documentazioni e Pubblicazioni
-CURES SABINI “ Forma Italiae“, (Maria Pia Muzzioli, Firenze 1980).

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